domenica 22 dicembre 2013

Canto primo



S
'accordi omai la vostra voce orrenda,
o Furie, a quella del cantor parnasio,
acciocché l'alta mia missione imprenda.
Io canterò le sorti di un ginnasio,
da che un mattino – stando alla leggenda –
andò a insegnarvi il Professor Gelasio.
Per castigare i vivi il Padreterno
lo scelse tra gli spirti de lo 'nferno.1

Canto secondo


Un mese lungo e identico trascorse
penosamente dal fatale evento.
Quella classe di eroi, temendo forse
di volger tutto a proprio detrimento,
dal suo disegno intrepido demorse
ed evitò ogni altro esperimento
(perché è da sciocchi battersi e morire
quand'è molto più facile ubbidire).

Canto terzo





Disvelando il suo volto adamantino
si snebbiava pian piano tutto il polo,
quando, lasciando a man destra il giardino,
il cavalier guidò l'intero stuolo
di allievi per un natural cammino
che s'immetteva giù nel sottosuolo.
«Questo traforo – disse il cavaliero –
passa sotto le mura del maniero.»

Canto quarto



Come furfanti intrepidi e captivi1
che imprecando tra sé trovano sfogo,
dicean gli allievi: «Che val esser vivi
se ci tocca patire un tale giogo?
Ahi, quando dell'onor si è fatti privi
è meglio di gran lunga arder sul rogo!»
Portavan tristi l'onta e il malcontento
come i Romani presso a Benevento2.